termoigrometro per misurare l'umidità in casa

Come misurare l’umidità in casa con il termoigrometro

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L’aria ti sembra pesante, al mattino trovi i vetri bagnati oppure hai notato piccole macchie scure negli angoli? Sono tutti segnali che possono indicare un eccesso di umidità, ma le sensazioni e gli indizi visibili non bastano per capire cosa sta succedendo. Il primo passo è misurare.

Per misurare l’umidità in casa serve un igrometro o, ancora meglio, un termoigrometro: un piccolo strumento che rileva contemporaneamente l’umidità relativa e la temperatura dell’ambiente. Per ottenere dati utili, però, devi collocarlo nel posto giusto e osservare come cambiano i valori durante la giornata. Una sola lettura non permette di capire se esiste un problema.

Vediamo allora come utilizzare correttamente un termoigrometro, quali valori prendere come riferimento e, soprattutto, come interpretarli senza arrivare a conclusioni sbagliate.

Che cosa misura il termoigrometro?

Quando leggi “55%” sul display non significa che il 55% dell’aria sia composto da acqua. Il valore indica l’umidità relativa, cioè quanta parte del vapore che l’aria potrebbe contenere a quella temperatura è effettivamente presente.

La temperatura è fondamentale perché l’aria calda può contenere più vapore rispetto all’aria fredda. Se la temperatura scende, la stessa quantità di vapore produce quindi un’umidità relativa più elevata. Per questo il dato non dovrebbe mai essere letto da solo.

Immagina una stanza nella quale il termoigrometro segna una temperatura di 20 °C e il 55% di umidità relativa. Nel centro della stanza la situazione può apparire normale, ma una parete esterna molto fredda si trova in condizioni diverse: vicino alla sua superficie l’aria si raffredda e l’umidità relativa aumenta. Se la temperatura della parete scende abbastanza, può formarsi condensa e, nel tempo, anche muffa.

Temperatura, umidità e ventilazione definiscono insieme il microclima presente in casa. Ecco perché un termoigrometro fornisce informazioni più utili rispetto a un apparecchio che mostra soltanto l’umidità.

Igrometro e termoigrometro: qual è la differenza?

L’igrometro misura l’umidità relativa dell’aria. Il termoigrometro rileva anche la temperatura e permette quindi di leggere i due valori insieme. Per un controllo domestico è generalmente la scelta più pratica.

Come misurare correttamente l’umidità in casa

Usare un termoigrometro è semplice, ma basta collocarlo vicino a una finestra o sopra un termosifone per ottenere un dato falsato. Per eseguire un controllo attendibile:

  1. Scegli un punto rappresentativo della stanza. Posiziona lo strumento su una mensola o un mobile, indicativamente a 1-1,5 metri dal pavimento. Non appoggiarlo direttamente a un muro freddo.
  2. Tienilo lontano dalle fonti che alterano la lettura. Evita finestre aperte, porte d’ingresso, termosifoni, stufe, condizionatori, luce solare diretta e fonti di vapore come doccia, piano cottura o bucato steso.
  3. Lascialo stabilizzare. Se sposti il termoigrometro da una stanza all’altra, aspetta il tempo indicato dal produttore prima di leggere il display. Il sensore deve adattarsi alle nuove condizioni.
  4. Controlla il dato in momenti diversi. Rileva temperatura e umidità al mattino, alla sera e prima e dopo aver arieggiato. In bagno e in cucina osserva anche cosa accade dopo una doccia o la preparazione dei pasti.
  5. Registra i valori per alcuni giorni. Una misurazione isolata può essere influenzata dalle attività svolte in quel momento. Uno storico permette invece di capire se l’umidità rientra rapidamente oppure rimane alta per molte ore.
  6. Confronta più stanze. Se puoi, ripeti il controllo in camera da letto, soggiorno, bagno e cucina. Un valore elevato in una sola stanza racconta una situazione diversa rispetto a un’umidità alta in tutta la casa.

Puoi raccogliere le misurazioni in una tabella molto semplice, come questa:

Giorno e oraStanzaTemperaturaUmidità relativaSituazione osservata
Lunedì, ore 7:30Camera19 °C68%Finestre chiuse durante la notte
Lunedì, ore 7:45Camera18 °C55%Dopo aver arieggiato
Lunedì, ore 20:00Camera20 °C51%Prima di andare a letto

Non devi concentrarti soltanto sul numero più alto. È molto utile osservare per quanto tempo il valore rimane elevato e quanto velocemente diminuisce dopo il ricambio d’aria.

Dove posizionare il termoigrometro?

Se vuoi conoscere il livello generale della stanza, il termoigrometro deve trovarsi nella zona in cui vivi normalmente, non nell’angolo più freddo e neppure accanto alla finestra. Una posizione troppo vicina a una parete esterna può restituire un valore più elevato; una posizione sopra il termosifone può fare l’opposto.

Se sospetti un problema localizzato, puoi effettuare una seconda misurazione. Per esempio, lascia un sensore nella zona centrale della camera e collocane un altro vicino alla parete sulla quale compare la muffa. La differenza tra i due dati può segnalare che in quel punto l’aria circola poco o la superficie è particolarmente fredda.

Questa misurazione comparativa è utile soprattutto negli angoli, dietro gli armadi e nelle zone interessate da un ponte termico. Non sostituisce però il controllo della temperatura superficiale e non permette, da sola, di stabilire la causa del problema.

termoigrometro per misurare l'umidità in casa e la temperatura

Quali sono i valori di umidità corretti in casa?

Non esiste un unico numero perfetto per tutte le abitazioni e in ogni stagione. Come riferimento pratico, è generalmente consigliabile mantenere l’umidità relativa intorno al 40-55% ed evitare che rimanga stabilmente oltre il 60%.

Umidità relativa rilevataCome interpretarla
Meno del 30%L’aria è molto secca
Tra 30% e 40%L’ambiente è piuttosto secco
Tra 40% e 55%Fascia generalmente favorevole
Tra 55% e 60%Valore da tenere sotto controllo, soprattutto in presenza di superfici fredde
Oltre il 60%Umidità elevata se il dato persiste nel tempo
Oltre il 70%Condizione critica se rimane stabile per molte ore o si ripete ogni giorno

Un picco del 70% subito dopo la doccia non equivale necessariamente a una casa con un problema permanente. Conta ciò che accade dopo: se aprendo la finestra o azionando l’aspiratore il valore scende rapidamente, hai rilevato un aumento legato a un’attività precisa. Se rimane alto a lungo o torna a salire senza una causa evidente, è necessario approfondire.

Puoi trovare un esame più ampio delle cause nel nostro articolo dedicato al rapporto tra umidità in casa e muffa.

L’umidità ideale cambia tra inverno ed estate?

In inverno devi prestare particolare attenzione ai valori elevati. Le pareti esterne, gli angoli e i vetri possono essere molto più freddi dell’aria della stanza. Il vapore si avvicina così più facilmente alle condizioni di condensazione sulle superfici.

In estate un’umidità elevata peggiora soprattutto il comfort e rende il caldo più difficile da sopportare. Ciò non significa che la condensa sia impossibile: può comparire in cantine, seminterrati, stanze fresche o sulle superfici raffreddate dal condizionatore. Anche la muffa in estate può quindi dipendere da un equilibrio sfavorevole tra aria calda e umida e superfici più fredde.

Perché può comparire la muffa anche con il 50% di umidità?

È una delle domande più importanti. Il termoigrometro misura le condizioni dell’aria esattamente nel punto in cui si trova, ma non ti dice quale sia la temperatura di ogni parete.

Supponiamo che al centro della stanza il sensore mostri il 50% di umidità. Dietro un armadio appoggiato a una parete esterna l’aria può circolare molto meno e la superficie può essere più fredda. In quella zona l’umidità relativa vicino al muro sarà maggiore rispetto a quella indicata dal dispositivo. È per questo che la muffa dietro mobili e armadi può comparire anche quando il valore generale non sembra preoccupante.

Un altro elemento da considerare è il punto di rugiada, cioè la temperatura alla quale l’aria raggiunge la saturazione. Se una superficie raggiunge una temperatura pari o inferiore al punto di rugiada, il vapore può trasformarsi in condensa. Trovi una spiegazione più approfondita nell’articolo dedicato al punto di rugiada e alla muffa.

Il 50%, quindi, non è una garanzia assoluta.

Più le pareti sono fredde, maggiore è l’attenzione necessaria anche quando l’umidità al centro della stanza rientra nei valori normalmente consigliati.

condensa sui vetri

Come interpretare i valori stanza per stanza

In bagno l’umidità può salire rapidamente dopo una doccia. Il dato utile non è soltanto il picco, ma il tempo necessario per tornare alla fascia abituale. Se il vapore rimane a lungo, controlla il ricambio d’aria e l’efficienza dell’aspiratore. Approfondisci le cause più frequenti della muffa in bagno.

In cucina la cottura dei cibi, l’acqua in ebollizione e la lavastoviglie generano vapore. Usa la cappa quando scarica realmente verso l’esterno e arieggia al termine delle attività. Se le macchie si concentrano dietro i mobili o negli angoli, il problema potrebbe dipendere anche dalla scarsa circolazione dell’aria. Ne parliamo nell’approfondimento sulla muffa in cucina.

In camera da letto è normale osservare un aumento durante la notte: le persone producono vapore attraverso la respirazione e la traspirazione, mentre porte e finestre rimangono spesso chiuse per molte ore. Confronta il dato prima di dormire con quello del mattino. Se al risveglio trovi regolarmente valori superiori al 60%, vetri bagnati o macchie sulle pareti, non ignorare il segnale.

Se invece l’umidità è elevata in tutta la casa, anche lontano da docce e cucina, potrebbero concorrere una ventilazione insufficiente, perdite, infiltrazioni o umidità presente nelle murature. Il termoigrometro può segnalarti l’anomalia, ma non distingue la muffa da condensa dall’umidità di risalita.

Come abbassare l’umidità quando il valore è troppo alto

Apri completamente le finestre per un ricambio rapido, invece di lasciarle socchiuse per ore nei mesi freddi. Utilizza gli aspiratori di bagno e cucina e verifica che scarichino correttamente. Se l’abitazione è molto isolata e gli infissi limitano gli scambi d’aria, può essere utile valutare un sistema di ventilazione meccanica controllata. Nell’articolo su come arieggiare la casa trovi indicazioni più specifiche per favorire il ricambio senza raffreddare eccessivamente gli ambienti.

Un deumidificatore può aiutare a ridurre l’umidità presente nell’aria, ma non ripara una perdita, non elimina un ponte termico e non risolve un’infiltrazione. Consideralo quindi uno strumento di supporto, da utilizzare se la muffa non si è ancora presentata o dopo aver igienizzato le superfici colpite da muffa, per evitare di diffondere spore vitali negli ambienti. Abbiamo approfondito questo aspetto nell’articolo sui limiti dei deumidificatori contro la muffa.

Quando è necessario chiedere una verifica tecnica?

Se l’umidità supera occasionalmente il 60% e scende dopo aver arieggiato, puoi continuare a monitorarla e correggere le abitudini che producono più vapore.

Se invece i valori rimangono elevati per molte ore, la condensa torna ogni giorno oppure la muffa compare sempre nello stesso punto, il termoigrometro ha già svolto il suo compito: ti ha segnalato che serve un approfondimento.

Non aspettare che la macchia diventi più grande e non limitarti a coprirla con una nuova pittura. Per evitare che la muffa torni bisogna individuare la fonte di umidità, verificare le temperature superficiali e capire quali condizioni ne favoriscono lo sviluppo.

I valori rimangono elevati o la muffa continua a comparire?

Richiedi il supporto di un tecnico Bastamuffa per individuare la causa del problema e scegliere un intervento adatto alla tua casa.

EMERGENZA Muffa in Casa?

Domande frequenti sulla misurazione dell’umidità

Come si chiama lo strumento per misurare l’umidità in casa?

Lo strumento si chiama igrometro. Un termoigrometro misura sia l’umidità relativa sia la temperatura e offre quindi un quadro più completo del microclima della stanza.

Dove bisogna posizionare il termoigrometro?

Collocalo in una zona rappresentativa della stanza, indicativamente a 1-1,5 metri dal pavimento. Tienilo lontano da termosifoni, finestre aperte, luce solare diretta, condizionatori e fonti di vapore.

Qual è il livello ideale di umidità in casa?

Come riferimento pratico, è consigliabile mantenere l’umidità relativa intorno al 40-55% ed evitare che rimanga stabilmente oltre il 60%. Il dato deve essere valutato insieme alla temperatura e alle condizioni delle superfici.

Il 70% di umidità in casa è troppo?

Sì, se il valore persiste per molte ore o si ripete ogni giorno. Un picco temporaneo dopo una doccia può rientrare rapidamente con la ventilazione; un valore stabile del 70% richiede invece di individuarne la causa.

Si può misurare l’umidità con il telefono?

Non in modo attendibile se il telefono non possiede un sensore specifico. Le app possono mostrare dati meteorologici o ricevere valori da un dispositivo esterno, ma non sostituiscono da sole un termoigrometro.

Come si misura l’umidità di un muro?

Per il muro serve uno strumento adatto ai materiali o una verifica tecnica. Il termoigrometro domestico misura l’umidità dell’aria, non il contenuto d’acqua della muratura.

Perché compare la muffa se il termoigrometro segna il 50%?

Perché lo strumento misura l’aria nel punto in cui è collocato. Vicino a una parete fredda, dietro un mobile o in un angolo poco ventilato possono esserci condizioni molto più favorevoli alla condensa e alla muffa.

Giuseppe Tringali - Bastamuffa.com

Dal 2010 Bastamuffa aiuta le famiglie italiane a liberarsi della muffa:

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