Muffa sulle pareti? Ponti termici e inadeguato isolamento ne sono responsabili

Mille modi differenti per rappresentarsi chiaramente negli ambienti dove vivi: la muffa sulle pareti è il primo posto dove la puoi notare. Sotto forma di puntini più o meno grandi e fitti, macchie oppure strisciate nero carbone.

Tutte queste rappresentazioni della muffa evidenziano il netto confine tra una zona isolata e una che non lo è, dove c’è chiaramente un ponte termico. E tanto maggiore è il ponte termico, tanta più sarà la muffa.

In questo articolo comprenderai meglio che la muffa non capita per caso, ma ha dei “buoni” motivi per esistere.
Intervenendo sulla coibentazione degli ambienti, puoi arrivare anche a prevenirne il ritorno. Se però la muffa c’è già in casa tua, andrà risolta il prima possibile. Ma non ti preoccupare, un modo c’è per eliminarla per sempre 😉

Il ponte termico e la muffa sulle pareti

Il ponte termico crea uno sbalzo termico tale da permettere alle spore della muffa di trovare proprio lì, le condizioni per svilupparsi. Crescono e proliferano infatti grazie alla temperatura e all’umidità presenti in quel punto “critico”.

Un ponte termico lo puoi scovare principalmente nelle zone rivolte verso l’esterno e soprattutto in quelle:

  • tra parete e soffitto;
  • attorno agli infissi delle finestre;
  • dove ci sono pilastri interni che danno sull’esterno.

Tanto più risulta netto e marcato il nero della muffa, maggiore sarà l’entità e la gravità del ponte termico in quella zona.
In alcuni casi addirittura la differenza di temperatura nella stessa parete può arrivare fino a 5°c!

Dove c’è il ponte termico e la mancanza del materiale isolante è totale o insufficiente, la muffa sembra quasi segnata con il righello, tanto è perfetta. La zona dove la muffa si sviluppa poi risulta essere anche nettamente più fredda rispetto ad altre. 

Il fatto stesso che ci sia la muffa, dovuta o meno al ponte termico, ti obbliga comunque ad agire per eliminarla il prima possibile.
Se poi oltre ad eliminare la  muffa, isoli gli ambienti rendendoli più sani per te e la tua famiglia, tanto meglio 😉

La termografia

I tecnici riescono con strumentazioni particolari e molto costose, come la termografia, a riconoscere i ponti termici.
Una perizia termografica è data da valori e colorazioni differenti a seconda delle zone selezionate. Vengono indicati dettagli quali: temperatura, umidità interna ed esterna, punto di rugiada e altro ancora.

Con la termografia si può vedere come nella stessa parete, ci possano essere zone a calore differenziate: alcune più calde e altre più fredde. Queste ultime indicano esattamente dove si trova il ponte termico e l’entità dello stesso.

termografia per vedere dove si può formare la muffa sulle pareti
Esempio di termografia su una parete

Anche senza un’indagine termografica costosa e super tecnica, puoi riconoscere un ponte termico.
Dove hai il dubbio, appoggia la mano e senti come quella zona, rispetto ad altre, risulti più fredda e umida. Dove puoi percepire uno sbalzo termico, li quasi sicuramente, ci sarà un ponte termico.

Questo non è un metodo empirico di misurazione ma il freddo lo puoi sentire anche tu 😉 

Altro indicatore del ponte termico da prendere in considerazione è la presenza di muffa. Infatti proprio in punti più freddi le spore della muffa si moltiplicano, crescono di dimensioni fino a rendersi visibili con puntini, macchie e angoli neri.

L’alta umidità e lo sviluppo di muffa sulle pareti

L’umidità è la quantità di acqua o vapore acqueo presente in un ambiente.

Hai presente quando d’inverno trovi delle goccioline che scendono dai vetri, bagnando pure a terra?
Quelle goccioline di acqua sono il fenomeno visibile della condensa, causata da un’eccessiva umidità presente nell’aria.

condensa su vetro


Anche molte delle nostre attività quotidiane producono vapore acqueo, che a loro volta possono provocare la condensa.
Una semplice doccia di cinque minuti o cucinare il tuo piatto preferito è sufficiente per rilasciare vapore acqueo. Stendere in casa biancheria bagnata in inverno e avere molte piante all’interno di casa, può contribuire.
Anche il respiro produce vapore acqueo, ecco perché è importante arieggiare spesso durante la giornata, anche solo per pochi minuti nel periodo invernale.


Talvolta però il solo arieggiare può non bastare :(.
Quando vivi in una situazione dove l’umidità risulta molto elevata, puoi ricorrere ai deumidificatori in grado di “catturare” meccanicamente l’eccesso, raccogliendola sotto forma di acqua. Ma solo ne non c’è muffa!
Avere muffa sulle pareti e azionare un meccanismo che “smuove” l’aria, potrebbe generare una contaminazione di spore nella stessa stanza o peggio ancora nella casa stessa.

Misurare il tasso di umidità 

L’umidità può essere:

  1. percepita seguita cioè solo dalle nostre sensazioni e percezioni;
  2. dimostrata tramite strumenti come gli igrometri che forniscono informazioni con valori specifici.

Con l’igrometro puoi sapere esattamente il tasso di umidità degli ambienti della tua casa con valori numerici espressi in percentuale.

Un tasso di umidità corretto e sotto controllo, che ti permette di vivere bene nei tuoi ambienti, ha un valore compreso tra il 40% e il 55%. Quando gli indicatori dell’umidità si discostano da questi di riferimento, possono incorrere problematiche alla salute.

Valori che superano il 60% di umidità, contribuiscono allo sviluppo della muffa sulle pareti e sulle superfici legnose, fino ad infestare l’ambiente con le sue spore, così come l’aria che respiri.
Le spore della muffa, se presenti in alte concentrazioni, possono causare problematiche di salute quando entrano in contatto con il nostro organismo. Con danni ben peggiori, se si tratta di bambini, anziani e malati con malattie pregresse.

Anche un tasso di umidità inferiore a quello ottimale causa danni, come infiammazioni e problemi respiratori.

Misurare il tasso di umidità degli ambienti dove vivi con la tua famiglia, risulta quindi un indicatore importante per conoscere meglio il nostro nemico, la muffa.

Bastamuffa: la soluzione contro la muffa sulle pareti


Agire coibentando per risolvere il ponte termico e tutte le questioni di isolamento delle abitazioni, è la scelta vincente per prevenire la muffa e non farla comparire mai più.

Ma se la muffa c’è già, cosa fare?
La prima operazione da fare contro la muffa sulle pareti e sulle superfici legnose di armadi e credenze, è sicuramente quella di igienizzare. 

Se hai già provato a ricorrere ai classici metodi casalinghi e chimici, sai già che la muffa ritornerà presto e più forte di prima 🙁

Bastamuffa per igienizzare, ha messo a punto il kit bloccamuffa.
Tutto quanto possa servire per disinfettare le spore della muffa presenti con prodotti naturali, senza intossicarti e in totale sicurezza, soprattutto se hai bambini ;).

Approfondimento –> kit bloccamuffa

 

Blocca subito la muffa e igienizza i muri con il nostro KIT BLOCCAMUFFA

IN CONCLUSIONE

Ora sai che è possibile igienizzare con il kit bloccamuffa la muffa sulle pareti e sulle superfici, in maniera sicura per te e per l’ambiente.

Proseguendo oltre l’igienizzazione, coibentare e isolare gli ambienti domestici è il modo per prevenire la comparsa della muffa e tutto quello che ne consegue.
Bastamuffa con un piano di lavoro su misura e garantito è in grado di aiutarti in questa impresa, risolvendo definitivamente il problema della muffa.
Ambienti rinnovati e ben isolati, questo è quello che ti aspetta. Io e lo staff di Bastamuffa siamo pronti ad aiutarti 😉

A presto,
Giuseppe Tringali

Giuseppe Tringali
Giuseppe Tringali - Bastamuffa

Giuseppe Tringali - Bastamuffa

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