Qual è la muffa nera più diffusa e come combatterla

muffa nera

Cos’è la muffa nera e di cosa si nutre

Lo sapevi che al mondo esistono più di 10.000 specie di muffe? Curiosità sulla tipologia di muffa nera più diffusa, il genere Stachybotrys e come evitarne la diffusione nella tua casa!

La muffa nera è un tipo di fungo appartenente al genere Stachybotry. Nello specifico la muffa nera è uno Stachybotrys Chartarum ed è caratterizzata dalla manifestazione di funghi dal colore verde-nero, capaci di emanare un odore persistente e poco piacevole. Questo tipo di muffa si sviluppa attraverso il movimento di microscopiche spore che vengono trasportate dall’aria. Queste ultime, infatti, sono il veicolo di diffusione della muffa nera e nonostante siano delle particelle invisibili e molto leggere riescono ad essere comunque estremamente resistenti.

muro con muffa nera
Un panorama di muffa a dir poco inquietante!

Una volta che si sono depositate sulle superfici della casa che presentano una giusta temperatura e un tasso di umidità ottimale alla loro moltiplicazione, le spore iniziano a germinare. Si diffondono in maniera molto rapida nelle zone più umide della casa e ogni singola spora è capace di dare vita a centinaia di milioni di spore nuove in un arco di tempo brevissimo.

Spore di muffa nera Stachybotrys osservate al microscopio

La muffa nera Stachybotrys trova il suo nutrimento laddove lo trovano anche altri tipi di muffe: nelle sostanze presenti nell’acqua. Per questo motivo potresti riscontare la presenza di muffa nera in tutte quelle zone della tua casa che presentano alte percentuali di umidità o infiltrazioni d’acqua.

Non cercare di rimuovere la muffa nera attraverso lo spazzolamento: non farai altro che facilitare la dispersione del fungo nell’atmosfera e peggiorare la situazione.

Ciò che risulta estremamente importante è che tu agisca tempestivamente una volta individuata la muffa nera in casa attraverso l’utilizzo dei giusti prodotti. La muffa nera Stachybotrys è infatti molto pericolosa dal momento che è capace di provocare danni alla salute come problemi respiratori, attacchi d’asma o reazioni allergiche.

Dove si forma la muffa nera?

La muffa nera Stachybotrys è un tipo di fungo che si manifesta principalmente all’interno delle abitazioni e degli edifici che presentano delle particolari caratteristiche strutturali e ambientali.

Questo tipo di muffa, infatti, si forma in prevalenza sulle pareti, soprattutto quelle che sono trattate con pitture classiche a tempera o con pitture traspiranti e ricche di cellulosa.

Una condizione che favorisce certamente la formazione e la diffusione delle spore della muffa nera è la scarsa circolazione d’aria in un particolare ambiente. La muffa nera si manifesta e si diffonde rapidamente in tutti gli ambienti umidi e quindi in tutte le zone della tua casa che potrebbero presentare un alto tasso di umidità: bagni, scantinati o aree dell’abitazione in cui sono presenti infiltrazioni d’acqua. Infatti questo fungo ama anche i luoghi dove è presente un’eccessiva formazione di condensa e vapore acqueo.

Tuttavia la muffa nera non si deposita soltanto sulle pareti della tua abitazione.
Se sussistono le giuste condizioni le spore della muffa nera Stachybotrys possono anche depositarsi sugli oggetti della tua abitazione che contengono cellulosa e quindi su carta, carta da parati, cartongesso e legno. Le spore potrebbero dare origine allo sviluppo di colonie di miceli anche su libri, divani e arredi in legno. Le zone buie e con scarsa ventilazione sono altamente soggette alla formazione della muffa nera.
Anche le superfici apparentemente incontaminate possono in realtà risultare idonee allo sviluppo di una colonia di miceli.

È estremamente importante intervenire quanto prima e con i giusti prodotti alla rimozione di questo fungo dal momento che la presenza di muffa nera in casa non è soltanto una problematica di natura estetica ma comporta anche danni alla tua salute e a quella di chi vive con te nell’ambiente intaccato da questo particolare fungo.

Le spore di queste muffa nera possono rimanere latenti e vitali anche per dieci anni.
Restano quindi così tanto tempo disponibili a svilupparsi nuovamente, appena si ripresenterà una condizione ottimale di temperatura e umidità tale, da creare nuove colonie e continuare così il loro lavoro.

La sindrome dell’edificio ammalato

La muffa nera si diffonde rapidamente anche nei materiali che vengono impiegati per la costruzione degli edifici. Molti materiali edilizi spesso risultano essere ricchi di cellulosa.
La presenza di questo fungo comporta in questo modo una pessima qualità dell’aria all’interno degli edifici contaminati ed una serie di conseguenze in termini di salute per chi vive o lavora all’interno degli stessi.

Nel corso degli anni sono state segnalate diverse situazioni di pazienti che presentavano vari disturbi fisici che sono poi stati associati alla qualità dell’ambiente nel quale vivevano o lavoravano.

Si è iniziato a parlare dunque di sindrome dell’edificio ammalato. Con questa espressione si descrive la situazione per cui gli occupanti di un edificio contaminato dalle spore della muffa nera Stachybotrys presentano sintomi identici e che sono strettamente correlati al tempo che i soggetti hanno trascorso all’interno dell’edificio.

Le persone colpite dalla sindrome dell’edificio ammalato presentano irritazione agli occhi e alle vie respiratorie, mal di testa, vertigini, malessere, stanchezza, difficoltà di concentrazione e, in alcuni casi, problematiche legate alla pelle. Una volta che il soggetto abbandona l’edificio contaminato dalle spore della muffa nera i suoi disturbi diminuiscono in maniera significativa.

La maggior parte delle segnalazioni che si sono susseguite nel corso degli anni sono legate agli edifici nei quali i soggetti si recavano per lavoro.

Purtroppo spesso gli uffici sono dei luoghi che presentano una ventilazione insufficiente, un elevato tasso di umidità e climatizzatori non igienizzati. Tutto ciò comporta un clima poco salubre all’interno dell’edificio e la creazione di un ambiente particolarmente adatto allo sviluppo della muffa nera.

Tuttavia la sindrome dell’edificio malato può manifestarsi anche quando la muffa nera è diffusa in un’abitazione. Ci sono state alcune segnalazioni anche da parte di intere famiglie che abitando nello stesso edificio accusavano gli stessi sintomi. I campionamenti ambientali effettuati all’interno delle abitazioni hanno così portato alla luce la presenza della muffa nera, la quale è stata successivamente rimossa, con un conseguente miglioramento rapido dello stato fisico degli occupanti.

Trucchi per evitare muffa da condensa

Per evitare invece che si formino muffe nella nostra casa, possiamo fare in modo di :

  • evitare di riscaldare troppo gli ambienti, 
  • cercare di ventilare il più possibile aprendo porte e finestre più volte durante la giornata, 
  • staccare gli arredi di qualche centimetro dai muri per consentire una maggiore ventilazione
  • eliminare la carta da parati dalle pareti più “umide” e magari rivolte verso l’esterno.

Quando questi semplici accorgimenti non risultano più sufficienti e nonostante i tuoi sforzi e le tue attenzioni la muffa nera è già comparsa nei tuoi ambienti, potrebbe rendersi necessaria una vera e propria opera di coibentazione.

La coibentazione può essere strutturale nei casi più gravi oppure meno invasiva, intervenendo in maniera più specifica sulle cause scatenanti la muffa.

Sapere nome e cognome della tua muffa non risolverà comunque il problema. 
Se risulta già presente negli ambienti dove vivi, dovrai passare all’azione, subito!

Non puoi sperare di eliminare la muffa nera, trattandola come uno sporco da levare via, la candeggina o blandi surrogati detergenti non ti aiuteranno in questo intento.

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Giuseppe Tringali - Bastamuffa

Dal 2010 Bastamuffa aiuta le famiglie italiane a liberarsi della muffa:

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