muffa negli ambienti di lavoro

Muffa negli ambienti di lavoro

La muffa negli ambienti di lavoro è un problema molto comune, spesso sottovalutato, che può causare notevoli difficoltà all’interno dell’azienda. 

Infatti, la diffusione delle spore nei locali rappresenta un importante problema igienico ed estetico

Ma non solo! 

Se non trattata tempestivamente, la muffa potrebbe causare conseguenze molto gravi, come il deterioramento della struttura o problemi di salute nei dipendenti.

Come riconoscere un problema di muffa

Molte imprese sono consapevoli del fatto che le muffe sono un problema da non trascurare: è importante individuarle ed eliminarle subito, in quanto possono causare conseguenze molto gravi, sia per il fatturato dell’azienda, sia per la salute dei dipendenti.

La muffa può essere causata da diversi fattori come: 

  • alta umidità;
  • temperature favorevoli;
  • scarsa ventilazione;
  • presenza di acque piovane all’interno del locale condizionato. 

Questi agenti possono concorrere nel creare un microclima favorevole all’insorgere della muffa. È molto importante perciò tenere sotto controllo questi fattori dotandosi di tutti gli strumenti necessari per il loro rilevamento.

Gli elementi che devono allertare i proprietari delle imprese sono:

  • la percezione di un odore pungente e particolare all’interno dell’ambiente;
  • la presenza di macchioline nere sui muri ed in particolare negli angoli.

Intervenire quanto prima è altrettanto fondamentale per ridurre i costi di risanamento, per la tutela del benessere dei lavoratori e per scongiurare il rischio di chiusura dell’attività.

Muffa in ufficio, i fattori scatenanti

La presenza di muffa è generalmente associata ad ambienti lavorativi indoor (scuole, uffici , fabbriche ecc.) che presentano tassi di umidità elevati e materiali che costituiscono fonti di nutrimento per questo pericoloso ospite.

Tra questi troviamo materiali organici come la carta, il legno e i tessuti, oppure la polvere e i rifiuti.

Per questo motivo, per evitare la comparsa della muffa è importante mantenere l’ufficio pulito e privo di materiali organici in decomposizione!

Inoltre, negli ultimi tempi la necessità di contenere i consumi energetici ha portato le aziende a isolare gli edifici, sigillando a tutti gli effetti gli ambienti e installando sistemi di ventilazione meccanica, spesso non sufficienti a ridurre l’umidità interna.

Come saprai, l’umidità è tra i fattori principali da tenere in considerazione quando si parla di muffa!

Tra le fonti di umidità più comuni abbiamo:

  • le perdite d’acqua, che possono essere causate dalla rottura delle tubature della struttura;
  • la condensa, presente in condizioni di umidità relative particolarmente elevate, consiste nella condensazione dell’umidità a contatto con le pareti fredde;
  • precipitazioni intense, che possono letteralmente inzuppare le facciate dell’edificio e penetrare nella muratura; 
  • acqua di risalita, quando il terreno non riesce ad assorbire tutta l’acqua piovana, che di conseguenza penetra nella struttura dell’edificio;
  • umidità igroscopica, che riguarda l’umidità in forma di vapore assorbita dalle superfici porose e permeabili; 
  • acqua residuale, ossia l’acqua che resta intrappolata nella struttura dell’edificio sia durante la costruzione, sia durante le ristrutturazioni.

Diversi studi hanno anche evidenziato come le scarse condizioni igieniche degli impianti preposti al trattamento dell’aria contribuiscano ad alimentare la contaminazione microbiologica degli ambienti.

Cosa fare se vedo muffa sul luogo di lavoro

Se hai notato delle macchioline nere sui muri del tuo ambiente di lavoro o un odore sgradevole, la prima cosa che devi fare è informare il tuo datore di lavoro o il responsabile della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Il loro compito sarà innanzitutto verificare se si tratta di una contaminazione da muffa, per poi usare tutti i mezzi possibili per eliminarla.

Se l’esito dei test sarà positivo, risolvere il problema tempestivamente è fondamentale!

Infatti, se sono presenti lavoratori a rischio a causa di allergie, malattie croniche o l’assunzione di farmaci immunodepressivi, l’esposizione alla muffa potrebbe causare conseguenze anche molto gravi.

Ma non solo! Essere esposti alla muffa può danneggiare la salute di chiunque.

Se noti l’insorgere di questi sintomi, contatta subito il tuo medico:

  • difficoltà respiratorie;
  • tosse;
  • starnuti;
  • irritazione degli occhi, del naso e della gola;
  • mal di testa;
  • gonfiori o irritazioni della cute.

Vediamo ora nel dettaglio quali conseguenze sulla salute potrebbe causare l’esposizione alla muffa.

Esposizione alla muffa: effetti e conseguenze sulla salute dei lavoratori

Ogni anno moltissimi lavoratori sono esposti alla muffa presente nelle loro aziende. 

Come già detto, ciò può determinare gravi danni all’organismo e quindi influenzare negativamente lo stato di salute!

Devi sapere che essere esposti alla muffa per un lungo periodo di tempo può causare disturbi respiratori anche cronici, come polmoniti o asma bronchiale

Tra le possibili conseguenze troviamo una condizione medica chiamata aspergillosi, che può causare sintomi più gravi, come dolori muscolari e articolari, febbre e difficoltà respiratorie.

Altre conseguenze dell’esposizione alla muffa sono dolori e rigidità muscolare, affaticamento fisico, stanchezza e debolezza.

Molti lavoratori manifestano anche problemi dermatologici, che comportano desquamazione della pelle, eruzioni cutanee e prurito.

La muffa può avere effetti negativi sulla memoria, generare vertigini e mal di testa e rendere difficile la concentrazione

Naturalmente questo si traduce in un drastico calo dell’attenzione del lavoratore, che così è maggiormente esposto a situazioni di pericolo e al rischio di incidenti.

Esposizione alla muffa negli ambienti di lavoro: cosa prevede la legge

La normativa nazionale di riferimento, ossia il Decreto legislativo 81/08, impone alle aziende di rendere più sicuri i luoghi di lavoro, eliminando tutti quegli elementi che potrebbero causare incidenti, infortuni o una malattia professionale.

Il Titolo X si intitola Esposizione ad agenti biologici e al suo interno vengono trattati nel dettaglio tutti gli agenti o le sostanze di origine biologica che potrebbero danneggiare la salute degli esseri viventi (in questo caso, dei lavoratori).

Tra questi, naturalmente, troviamo la muffa

Vediamo nel dettaglio cosa prevede la legge.

Il rischio biologico

Con il termine agente biologico sono indicati tutti quei microrganismi (anche se geneticamente modificati, provenienti da colture cellulari o endoparassiti umani) che entrando in contatto con l’essere umano potrebbero provocare intossicazioni, allergie o infezioni

Il rischio biologico, di conseguenza, identifica quelle situazioni in cui esiste il pericolo di essere esposti ad agenti biologici.

Il Decreto legislativo 81/08 tiene in considerazione sia le attività dove l’uso degli agenti biologici è deliberato, ossia necessario per il ciclo produttivo, sia i casi in cui l’esposizione non è volontaria.

La loro pericolosità è valutata tenendo in considerazione i seguenti fattori:

  • infettività, cioè la capacità di un agente di penetrare e moltiplicarsi all’interno di un organismo;
  • patogenicità, cioè la capacità di causare una malattia dopo aver infettato l’organismo;
  • trasmissibilità, cioè la capacità di trasmettersi da un soggetto infetto a uno sano;
  • neutralizzabilità, cioè la disponibilità di trattamenti preventivi o terapeutici per eliminare o ridurre l’azione di un determinato agente biologico.

Tuttavia, in questa classificazione non sono considerati gli altri fattori che potrebbero aggravare le conseguenze di una esposizione!

Come specificato nell’Articolo 279 della Sorveglianza sanitaria, nel momento in cui vengono disposte le misure preventive che il lavoratore dovrà adottare, devono essere considerate anche:

  • malattie preesistenti;
  • l’uso di medicinali;
  • uno stato immunitario compromesso;
  • uno stato di gravidanza.

Come avviene la contaminazione?

Gli agenti biologici si legano ai contaminanti presenti nell’ambiente (polvere, particelle liquide, emulsioni oleose ecc.) e si propagano nell’aria sotto forma di bioaerosol. 

È quindi molto facile che un lavoratore li inali, ingerisca o, generalmente, entri in contatto con superfici contaminate.

A causa dei molti fattori da tenere in considerazione, quando si parla di agenti biologici è molto difficile valutare l’effettiva entità dell’esposizione!

Dunque, per determinare la presenza o meno di un rischio biologico assume un ruolo centrale la rilevazione della contaminazione ambientale, effettuata mediante valutazioni dirette sul luogo di lavoro e un successivo campionamento biologico.

La classificazione degli agenti biologici e i funghi

All’interno del Titolo X del Decreto legislativo 81/08 potrai trovare anche una descrizione dei vari tipi di agenti biologici. Questi sono classificati in quattro categorie, di crescente pericolosità per la salute dell’essere umano.

Possono essere virus, batteri, parassiti e, di nostro interesse, funghi.

La muffa, infatti, è un fungo pluricellulare generalmente di forma filamentosa. Si riproduce grazie alla produzione di spore: forme resistenti che si propagano nell’ambiente veicolate dall’aria o trasportate da animali.

È un agente patogeno che può causare micosi, ossia infezioni che interessano la cute e le mucose

Colpisce soprattutto persone con il sistema immunitario compromesso da terapie o malattie croniche.

Nei casi più gravi, le infezioni possono addirittura essere sistemiche e interessare interi organi
È il caso dell’aspergillosi polmonare, una grave patologia che colpisce i polmoni in seguito all’inalazione delle spore del fungo Aspergillus, una muffa tossica.

Cosa deve fare un’azienda se c’è muffa nei suoi luoghi di lavoro? Ecco cosa prevede la legge.

Sempre secondo il Decreto legislativo 81/08, se un’azienda rileva la presenza di muffa nei suoi ambienti di lavoro è obbligata a eliminarla o, in caso questo non sia possibile, ridurre la contaminazione così che non risulti dannosa per la salute dei lavoratori.

Le azioni che deve intraprendere sono le seguenti:

  • portare l’umidità interna almeno sotto al 60%;
  • garantire un’adeguata ventilazione degli ambienti;
  • rispettare le norme igieniche di base.
  • effettuare controlli periodici sulla qualità dell’aria e gli impianti di aerazione.

È necessario che questi interventi siano registrati all’interno di un apposito registro e che sia nominato un Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione con il compito di coordinare tutte le misure atte a garantire la sicurezza dei lavoratori.
In caso contrario, se la muffa dovesse causare dei danni alla salute dei lavoratori o all’ambiente di lavoro, il datore di lavoro potrebbe essere ritenuto il diretto responsabile.

La responsabilità civile del datore di lavoro

Nella maggior parte dei casi, lo sviluppo di una malattia professionale è causata da negligenze o mancanze nella prevenzione e protezione dai rischi sul luogo di lavoro. 

In questo caso, secondo la legge (Articolo 2087 del Codice Civile) il diretto responsabile è il datore di lavoro, il cui compito dovrebbe essere quello di tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire ai dipendenti un ambiente di lavoro sicuro e salubre!

Deve informare i lavoratori sulle conseguenze dannose in cui potrebbero incorrere respirando o venendo in contatto con agenti nocivi. 

Se malauguratamente è presente una contaminazione, deve adottare tutte le misure necessarie per rendere di nuovo il luogo sicuro.

Nel caso di una contaminazione da muffa, il datore di lavoro è costretto a informare il prima possibile tutti i lavoratori sulla presenza dell’agente biologico e sulle modalità di prevenzione da seguire.

Inoltre, è importante che i lavoratori siano al corrente delle possibili cause della contaminazione, soprattutto se legate a negligenze o interventi strutturali fallaci.

La salute dei lavoratori dovrebbe essere in cima alle preoccupazioni di un’azienda!


Per questo motivo se tu, o un tuo collega, siete stati esposti a muffa nell’ambiente lavorativo e l’azienda non è disposta a risanare gli ambienti, dovreste raccogliere tutti gli elementi necessari per descrivere il caso, così da rivolgervi a un avvocato esperto in materia che vi dirà come procedere.

Conclusione

La muffa negli ambienti di lavoro è un problema che potrebbe mettere in pericolo la salute dei lavoratori e la struttura dell’edificio, compromettendo seriamente l’attività aziendale.

Individuare il problema e risolverlo alla radice non è solo un obbligo morale, ma è anche previsto dalla legge

Se ciò non dovesse essere fatto e se anche solo un lavoratore dovesse malauguratamente ammalarsi, il diretto responsabile sarebbe il datore di lavoro.

Quando si tratta di muffa è importante prestare sempre la massima attenzione ed agire prontamente!

EMERGENZA Muffa in Casa?

Giuseppe Tringali - Bastamuffa.com

Dal 2010 Bastamuffa aiuta le famiglie italiane a liberarsi della muffa:

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