muffa dopo la ristrutturazione

Muffa dopo la ristrutturazione, da che cosa è generata?

In seguito alle incentivazioni post pandemia volte ad elevare la classe energetica delle abitazioni, c’è stata una grande corsa alla ristrutturazioni delle abitazioni, che hanno riguardato in prevalenza l’applicazione di un cappotto termico nelle case che ne erano sprovviste e la sostituzione degli infissi

Quando si parla di risparmio energetico, le premesse sembrano essere tutte positive, con ambienti più caldi, meno “spifferi”, dispersioni di calore e bollette calmierate. 

Questi benefici in effetti sono reali, a patto però che:

  • si adottino dei cambiamenti nello stile di vita dentro casa
  • i lavori vengano eseguiti senza errori strutturali 
  • si utilizzino materiali di qualità

E se questo non avviene? Cosa può succedere? 

Scopriamolo assieme nei prossimi paragrafi.

Finestre nuove e muffa

All’interno di un’abitazione “sana” ci sono precise condizioni idrometriche: ciò significa tassi di umidità ideali (attorno al 50-55%) e specifiche temperature (attorno ai 18-20 gradi).

Cosa succede se decidiamo di sostituire gli infissi vecchi, quelli che facevano passare i famosi spifferi, che altro non sono che ricambi gratuiti di aria?

Le possibilità sono due:

  • se siamo consapevoli di quanto sia importante cambiare l’aria in casa per abbassare i tassi relativi di umidità, cambieremo le nostre abitudini. Ciò significa che arieggeremo la casa più frequentemente, senza il timore di abbassare le temperature. In alternativa decideremo di installare un impianto di ventilazione meccanica controllata;
  • qualora non fossimo coscienti delle problematiche che potrebbero insorgere da un comportamento errato, continueremo a mantenere delle abitudini sbagliate. Ciò significa svegliarsi, non arieggiare, fare la doccia calda la mattina, senza aprire poi le finestre e uscire di casa lasciandola sigillata fino al nostro rientro a fine giornata.

La maggior parte delle persone rientra nella seconda categoria, cioè in quella che continua a mantenere le stesse abitudini pur avendo apportato delle modifiche strutturali alla propria abitazione, che hanno generato una variazione del microclima interno alla casa.

Muffa attorno agli infissi

La formazione della muffa attorno alle finestre non dipende solo da errati comportamenti, ma anche da errori di tipo strutturale commessi da chi esegue l’opera. Mi riferisco alla posa di nuovi serramenti senza l’adeguamento dei controtelai, utilizzando perciò quelli metallici preesistenti. 

Cosa genera tutto ciò?

Se prima della sostituzione degli infissi, il ricircolo d’aria compensava lo sbalzo termico tra l’esterno e l’interno dell’abitazione, con i nuovi serramenti ciò non avviene più. La stanza interna sarà perciò più calda, mentre nel controtelaio si formerà una zona fredda: si genererà così della condensa, substrato fertilissimo per le spore della muffa, che inizieranno a proliferare.

Affidarsi ad esperti del settore che svolgono bene il loro lavoro è perciò essenziale. Un professionista dovrebbe per prima cosa fare un’analisi per valutare le condizioni di partenza, rilevare eventuali problematiche (ponti termici, umidità elevata ecc) e far presente a cosa si potrebbe andare incontro se al termine dei lavori non si cambiano le abitudini di vita o se non interviene con un impianto di ventilazione controllata.

Cappotto termico e muffa

Un altro degli interventi più richiesti per mantenere la casa più calda durante l’inverno e più fresca nel corso dell’estate è il cappotto termico. Questo intervento è in grado di:

  • ridurre gli sbalzi termici tra l’interno e l’esterno dell’abitazione, isolando al di fuori le pareti più fredde; 
  • prevenire eventuali infiltrazioni dovute alla presenza di crepe nella muratura, in occasione di periodi particolarmente piovosi.

Il cappotto esterno è dunque sempre utile?

La risposta purtroppo è no. La situazione potrebbe addirittura peggiorare se i lavori non vengono eseguiti ad opera d’arte, utilizzando dei materiali naturali, che consentano ai muri di “respirare”. Ciò non accade quando si utilizzano pannelli prodotti con materiali plastici e di poco valore, che sigillano a tutti gli effetti la casa, imprigionando l’umidità all’interno delle mura domestiche, creando ancora una volta un ambiente favorevole alla proliferazione delle muffe. 

Microclima in casa: come cambia dopo la ristrutturazione

Abbiamo visto come gli interventi di ristrutturazione tolgano in un certo senso il respiro alla nostra casa.

Cosa determina la variazione del microclima casalingo?

L’umidità all’interno degli ambienti generata da noi stessi attraverso la respirazione e sudorazione notturna e quella generata dai vapori della doccia o in cucina rimane intrappolata dentro casa.

Quest’aria ricca di umidità, che non trovando sfogo, si condensa nei punti più freddi della casa, ovvero una trave con un pilastro, dietro un armadio, in un angolo, sulle superfici con la temperatura più bassa, creando le condizioni per un problema tanto diffuso quanto pericoloso: la muffa. 

Ovviamente quando decidiamo di sostituire i serramenti, di applicare un cappotto alla nostra casa l’obiettivo che vogliamo raggiungere è evitare le dispersioni di calore. 

Come ovviare perciò al problema dell’umidità, della condensa e della muffa?

Arieggiare casa nel modo corretto

Abbiamo visto come il grande problema siano la presenza di aria umida dentro casa e le pareti fredde

Vediamo ora come arieggiare correttamente la casa per favorire il ricambio di aria e l’abbattimento del tasso relativo di umidità.

Innanzitutto sfatiamo un mito: arieggiare non significa lasciare aperte le finestre per ore!

In inverno sono sufficienti dai 2 ai 5 minuti, facendo però attenzione a creare corrente. Se così non fosse, non riusciremmo a ridurre il tasso di umidità. 

Come fare a capire che abbiamo arieggiato a sufficienza?

Il consiglio è di munirsi di uno strumento utilissimo che tutti dovremmo tenere dentro casa: l’igrometro. Potremo così tenere costantemente sotto controllo il tasso di umidità ed arieggiare ogni qualvolta vengano superati i valori ottimali.

E se lasciamo la finestra aperta con la ribalta per lungo tempo?

In questo modo non facciamo altro che peggiorare la situazione, in quanto l’aria fredda che entra in continuazione raffredda le superfici, senza ridurre il tasso di umidità. Così nel momento in cui chiuderemo la finestra l’aria ricca di umidità tenderà a condensarsi sulle pareti più fredde, generalmente quelle attorno alla finestra.

Adottando invece le procedure corrette sopra indicate, riusciremo ad abbassare l’umidità senza ridurre la temperature dei muri. 

Come combattere l’umidità in casa

Ecco alcuni consigli utili per evitare tassi di umidità troppo alti in casa:

  • evitate di stendere la biancheria in casa
  • arieggiate dopo aver cucinato, stirato, fatto la doccia
  • arieggiate la casa al risveglio
  • evitate di riporre i panni appena stirati o appena tolti dall’asciugatrice negli armadi
  • non stendete panni umidi sui termosifoni caldi
  • dopo aver fatto la doccia, lasciate chiusa la porta e aprite completamente la finestra per far uscire il grosso del vapore acqueo
  • evitate di lasciare aperte le finestre per lungo tempo in inverno
  • non lasciate aperta la ribalta per troppo tempo durante la stagione fredda

Muffa in casa dopo la ristrutturazione: le soluzioni

Se dopo la ristrutturazione della casa compare la muffa che cosa possiamo fare per arginare e gestire questo problema? 

Bisogna risalire all’origine delle problematiche che hanno generato la muffa, perciò risolvere i problemi di umidità, i ponti termici.

Bastamuffa offre una soluzione definitiva al problema della muffa in casa. Studia le problematiche di ogni cliente, identifica la tipologia di muffa che ha colonizzato la casa e prepara un trattamento specifico per ogni caso di muffa, garantito per 5 anni!

Muffa in Casa?

Giuseppe Tringali - Bastamuffa.com

Dal 2010 Bastamuffa aiuta le famiglie italiane a liberarsi della muffa:

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