insufflaggio dei muri

L’insufflaggio delle pareti è utile contro la muffa?

L’insufflaggio dell’intercapedine è una tecnica di coibentazione a costi e impatto contenuti in grado di isolare l’immobile dal caldo e dal freddo, favorendo il benessere ambientale interno. Grazie alla Legge di Bilancio 2021, l’insufflaggio è annoverato tra gli interventi che possono usufruire delle detrazioni fiscali per il risparmio energetico. Insomma coibenti casa e recuperi le spese! Non male, direi.  Di seguito ti spiego come viene effettuato l’insufflaggio delle pareti, i punti di forza e i limiti, dedicando particolare attenzione all’assunto che isolare casa risolva definitivamente il problema della muffa. 

In che cosa consiste l’insufflaggio?

Ti stai chiedendo in cosa consista effettivamente l’insuflaggio?

In effetti il termine non è proprio di uso quotidiano per i non addetti ai lavori! Ebbene, questa tecnica di coibentazione prevede il riempimento dei muri provvisti di intercapedine (noti anche come muri a cassa vuota) e dei sottotetti non abitabili con materiale isolante. Le intercapedini venivano ampiamente utilizzate nell’edilizia degli anni compresi tra il 1960 e il 1990. 

Le casse vuote tra i muri perimetrali avevano la funzione di coibentare termicamente sfruttando l’aria presente all’interno. La soluzione, seppur a basso potere isolante, poteva essere valida per intercapedini fino a 3 cm. In realtà, all’epoca le mura perimetrali venivano realizzate con intercapedini di 15-20 cm e in alcuni casi anche di 25-30 cm. Questo spazio eccessivo permetteva all’aria di acquisire energia generando moti convettivi e causando fenomeni di dispersione termica.

In tempi recenti la cassa vuota è stata rivalutata come uno spazio utile per essere riempito con materiale isolante, creando una schermatura termica traspirante. La tecnica dell’insufflaggio consiste appunto nell’insufflare un composto coibente all’interno delle spazio vuoto tra muro esterno e tamponatura interna.

I materiali maggiormente utilizzati sono:

  • Fibra di cellulosa
  • Fibra di legno
  • EPS bianco in granuli
  • Perlite
  • Argilla espansa
  • Fibra di vetro in noduli
  • Lana di roccia
Fibra di legno

In base al composto scelto variano i costi, la capacità termica, la traspirabilità, la stabilità nel tempo e l’impatto ambientale. La selezione del materiale più idoneo spetta al professionista incaricato, che effettuerà un confronto tra le tabelle tecniche e le prestazioni termiche dichiarate dai produttori, valutando anche la struttura interessata all’intervento.

Come si fa l’insufflaggio?

Vediamo passo passo come si esegue l’intervento…

L’insufflaggio delle pareti può essere realizzato sia dall’esterno che dall’interno di un edificio e in genere la durata dell’operazione è piuttosto breve. Prima di procedere alla coibentazione, è necessario verificare che non ci siano ostruzioni nello spessore dell’intercapedine, controllare la posizione dei pilastri, degli infissi, dei cassonetti delle tapparelle ed eventuali fori di ventilazione.

Se si opera dall’interno, le pareti perimetrali in contatto con l’esterno dovranno essere libere da mobili e suppellettili per permettere di effettuare i fori per l’insufflaggio del materiale coibentante. Tali fori saranno realizzati a una distanza non superiore a 1,5 m in linea orizzontale e verticale, lasciando 30-40 cm dal solaio superiore. A questo punto il materiale isolante verrà insufflato dal basso verso l’alto da foro a foro, riempendo completamente la parete. Al termine dell’operazione si procede alla chiusura dei fori e alla tinteggiatura. 

Insufflaggio e muffa 

Ma l’insufflaggio è un intervento efficace per eliminare la formazione di muffa? 

Spesso e volentieri si parla di coibentazione come la panacea per combattere la muffa, oltre agli altri benefici apportati. Purtroppo devo dirti che la coibentazione da sola non basta a prevenire la formazione del fungo, sebbene possa essere di grande aiuto.

Alcuni fattori incidono notevolmente sull’efficacia di questo intervento: 

  1. Qualità dei materiali utilizzati: composti coibenti di qualità scadente possono limitare la traspirabilità della casa con conseguente aumento dell’umidità relativa interna. A questo fenomeno segue la formazione di condensa, elemento scatenante per la formazione di muffa.
  2. Discontinuità strutturali: pilastri perimetrali, cassonetti, sottofinestre e solette intermedie non si possono isolare tramite insufflaggio. Queste discontinuità creano zone poco protette affiancate a altre zone fortemente isolate. Tali interruzioni della coibentazione generano ponti termici ovvero dei punti di dispersione termica dove la superficie è più fredda. Su questi punti freddi l’umidità presente nell’ambiente condensa generando fenomeni di muffa.
  3. Intercapedini intasate: in passato si usava depositare il materiale di risulta all’interno delle intercapedini. Prima di insufflare il coibente è necessario procedere a un’analisi con micro-camera o termografia. Se l’intercapedine è intasata si deve utilizzare un materiale isolante molto scorrevole in grado di amalgamarsi in maniera omogenea con gli ostacoli presenti, senza lasciare zone “scoperte”. 
termografia

La coibentazione inoltre induce falsa sicurezza riguardo alla formazione di muffa. Porta infatti ad abbandonare le sane abitudini preventive, di cui ti ho spesso parlato: aerare frequentemente, evitare di lasciare superfici umide e ristagni d’acqua, stendere i panni all’esterno, utilizzare la VMC e la cappa aspirante quando si cucina. Una casa ben coibentata senza ricambio di aria e con elevata umidità interna diventa l’habitat ideale per il miceto.

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Insufflaggio pareti pro e contro

A questo punto voglio evidenziare i punti di forza e i limiti della coibentazione tramite insufflaggio delle pareti. 

Pregi:

  • Costo contenuto
  • Intervento semplice e poco invasivo
  • Veloce
  • Nessun bisogno di permessi condominiali
  • Nessuna pratica edilizia
  • Isolamento termico e acustico
  • Riduzione consumi energetici
  • Prestazioni inalterate nel tempo
  • Miglioramento della classe energetica e del valore dell’immobile
  • Salvaspazio 

Limiti:

  • Creazione di ponti termici
  • Coibentazione delle superfici ridotta: se all’area totale delle pareti destinate all’insufflaggio sottraiamo tutte le zone di discontinuità strutturale, che tecnicamente non possono essere isolate, la superficie coibentata viene notevolmente limitata. Questo non vuol dire che l’intervento sia inutile, ma l’efficacia è parziale.
  • Non risolve il problema della muffa

Conclusioni

In conclusione posso affermare che un intervento economico non sempre è quello più conveniente. L’insufflaggio delle pareti ha un ottimo rapporto costi/benefici, ma non è risolutivo rispetto ad altre tecniche di coibentazione sia in termini di risparmio energetico che di comfort ambientale: la presenza di aree con diverse temperature può favorire la comparsa di muffa, soprattutto se non si adottano azioni volte alla prevenzione.

Muffa in Casa?

Giuseppe Tringali - Bastamuffa.com

Dal 2010 Bastamuffa aiuta le famiglie italiane a liberarsi della muffa:

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